Illustrazione di Lauren Drinkwater

Fashion FOMO : come liberarsene

Una guida veloce e indolore 

Prima di proporre i classici consigli su come essere consumatori consapevoli e sostenibili nel mondo della moda, è importante fare una premessa.

Con la globalizzazione, la delocalizzazione e l’ascesa del fast fashion, acquistare abiti a basso costo è diventato estremamente semplice. Questi capi, spesso di qualità scadente, sono pensati per seguire logiche dell’obsolescenza programmata. Il marketing gioca un ruolo fondamentale: ci spinge a desiderare costantemente qualcosa di nuovo, creando l’illusione che il cambiamento del nostro guardaroba sia necessario per sentirci adeguati o alla moda.

Esistono vere e proprie teorie psicologiche alla base della mentalità consumistica. La FOMOFear Of Missing Out – ne è un esempio lampante. Quando scherziamo del nostro “sabato pomeriggio di shopping compulsivo” nei negozi di fast fashion, forse dovremmo chiederci quanto ci sia davvero da ridere.

Cominciamo da qui: non abbiamo davvero bisogno di tutto ciò che desideriamo.

Ripetiamocelo con onestà:
– No, non abbiamo bisogno dell’ennesimo capo se ne possediamo già decine di simili.
– No, quel blazer con le piume, per quanto sia di tendenza, non lo indosseremmo davvero.
– No, non serve comprare un altro costume da bagno da 10€, che dopo un paio di lavaggi scolorisce o lascia il colorante sulla pelle.

Una volta superata la FOMO e il bisogno indotto dal marketing, possiamo finalmente iniziare a parlare di buone pratiche per una moda più sostenibile.

1. Informati sui brand sostenibili

Oggi, grazie a internet e ai social media, informarsi è facile. Una semplice ricerca su Google o qualche profilo Instagram dedicato alla moda etica può aprirti un mondo di alternative valide. E non appena cominci a seguire contenuti incentrati sulla sostenibilità, anche il tuo algoritmo si adeguerà: scoprirai nuovi brand e iniziative senza nemmeno cercarle.

2. Second hand e vintage: l’alternativa sostenibile (e cool)

Se pensi che i brand sostenibili siano troppo costosi, è bene chiarire un punto: è vero che il singolo capo può avere un prezzo più elevato, ma questo riflette una maggiore qualità, una filiera più etica e una durata decisamente superiore. E soprattutto, non è necessario comprare continuamente.

Una valida alternativa, più economica ma altrettanto etica, è il mondo del second hand e del vintage. Piattaforme come Vinted e Vestiaire Collective offrono capi unici a prezzi accessibili. Se preferisci acquistare di persona, esplora i negozi vintage o second hand nella tua città.

3. Cura i tuoi abiti: ripara, conserva, proteggi

Imparare a prendersi cura dei propri vestiti è un gesto di rispetto verso il pianeta e verso ciò che indossiamo. Ripara i piccoli difetti, lava con attenzione, evita l’asciugatrice quando possibile.
Naturalmente, questo è più facile se si parte da capi di buona qualità: purtroppo molti prodotti fast fashion, dopo pochi lavaggi, perdono forma, colore e resistenza.

4. Donare? Sì, ma consapevolmente

Spesso pensiamo che donare vestiti sia un atto di generosità. Ma la realtà è più complessa. Solo una minima parte dei capi donati * viene realmente distribuita a chi ne ha bisogno. Il resto viene esportato in massa in Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, creando enormi accumuli di rifiuti tessili che inquinano territori già fragili. In alcuni Paesi africani, questi capi sono conosciuti come i vestiti dell’uomo bianco morto.  Oltre all’impatto ambientale, questo sistema danneggia le economie locali, soffocando la produzione tessile interna. E per noi, resta solo una scusa per perpetuare un circolo vizioso: compro troppo non lo uso lo dono mi sento meglio ricompro ancora.

Meglio preferire alternative locali: rivendere online, affidarsi ad associazioni che distribuiscono direttamente e senza scopo di lucro.

Morale della favola?

Cercare, esplorare, andare oltre ciò che ci viene continuamente proposto. Fare scouting, informarsi, scoprire nuove alternative. Ma soprattutto: comprare meno, usare di più, e scegliere con consapevolezza.

E per chi afferma di "non scegliere" quando acquista, di comprare casualmente o di non dare importanza a come si veste… è bene ricordare che anche non scegliere è una scelta :).

 

*Fonte Vesti Solidale

* Illustrazione Lauren Drinkwater 

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